venerdì 28 dicembre 2007

BUON ANNO!


Buon anno fratello buon anno davvero
e spero sia bello sia bello e leggero
che voli sul filo dei tuoi desideri
ti porti momenti profondi e i misteri
rimangano dolci misteri
che niente modifichi i fatti di ieri
Ti auguro pace risate e fatica
trovare dei fiori nei campi d'ortica
ti auguro viaggi in paesi lontani
lavori da compiere con le tue mani
e figli che crescono e poi vanno via
attratti dal volto della fantasia
Buon anno fratello buon anno ai tuoi occhi
alle mani alle braccia ai polpacci ai ginocchi
buon anno ai tuoi piedi alla spina dorsale
alla pelle alle spalle al tuo grande ideale
buon anno fratello buon anno davvero...
che ti porti scompiglio e progetti sballati
e frutta e panini ai tuoi sogni affamati
ti porti chilometri e guance arrossate
albe azzurre e tramonti di belle giornate
e semafori verdi e prudenza e coraggio
ed un pesce d'aprile e una festa di maggio
buon anno alla tua luna buon anno al tuo sole
buon anno alle tue orecchie e alle mie parole
buon anno a tutto il sangue che ti scorre nelle vene
e che quando batte a tempo dice andrà tutto bene
buon anno fratello e non fare cazzate
le pene van via così come son nate
ti auguro amore quintali d'amore
palazzi quartieri paesi d'amore
pianeti d'amore universi d'amore
istanti minuti giornate d'amore
ti auguro un anno d'amore fratello mio
l'amore del mondo, e quello di Dio...
Buon Anno, Jovanotti

lunedì 17 dicembre 2007

BUON NATALE!


Quando ero bambino aspettavo il Natale già dal mese prima, e preparavo con mia mamma le palline e le luci dell’Albero e immancabilmente ne rompevo qualcuna, e ogni anno mi raccontava la storia di Gesù Bambino e ogni volta stavo ad ascoltare mentre mettevo i personaggi nel presepe e li immaginavo parlare, camminare, muoversi. E poi, poi si stava a casa da scuola, si aspettava la notte di Natale perchè potevo restare sveglio fino a tardi, arrivava da noi cuginetti qualche parente “volontario” che si improvvisava Babbo Natale e che portava i regali e alla fine, con un po’ di batticuore, si andava a dormire.
Era anche quello in fondo un tempo di bambino ma dove dovevi prepararla la festa e dovevi prepararti un po’ anche tu, perché “se non fai il bravo Babbo Natale rimane a casa sua…”; e poi l’attesa, l’attesa di una notte diversa, particolare, ogni anno uguale ma sempre diversa nel suo trascorrere, e ancora la speranza, la speranza di trovare sotto la carta colorata proprio il regalo che avevi scritto di desiderare nella letterina.
E ogni, volta, mi chiedevo come facesse Babbo Natale a indovinare sempre.

Oggi, è rimasta l’idea di questo tempo particolare, unico, di questo Bimbo che nasce e che aspetti, ogni volta un po’ più grande. Con la scusa che sono animatore, poi, sono sempre io il sorteggiato per fare Babbo Natale per i cuginetti, e anche loro forse si chiedono come fa a indovinare sempre il regalo giusto.
Ed è rimasta l’attesa, e la speranza.
L’attesa di una fede che ritrova pace e serenità pensando ad un Bambino e ad una grotta fredda, e la speranza di quell’Amore che dovrà prima o poi oltrepassare le frontiere che dividono gli uomini.

E allora BUON NATALE di cuore, a tutti i compagni di viaggio che l’anno scorso non c’erano e che le strade della vita di ogni giorno e dell’animazione mi hanno permesso di incontrare, perché adesso fanno parte della mia strada, della mia vita e delle mie preghiere; BUON NATALE agli amici di sempre e alla sicurezza che dà la possibilità di camminare la strada della vita con accanto persone vere. BUON NATALE ai poveri. A chi riduce il Natale ad un Centro Commerciale, ad un cenone e ad un regalo e ai tanti poveri delle nostre strade che non faranno il cenone e non avranno regali da nessuno e staranno ad aspettare all’uscita dei Centri Commerciali.
E BUON NATALE ai bambini e alla gente della Romania, della Moldavia, del Burundi che porto nel cuore.
Che sia un tempo di pace e serenità per tutti voi, di attesa e di speranza, un Natale vero e autentico.
Con l’augurio che questo tempo sia come la Cometa per i Magi, luce e guida nel viaggio della vita.
BUON NATALE, di cuore
Peppe

lunedì 10 dicembre 2007

PORTICI

Quando sei studente e abiti a Torino, i Portici del centro sono il tempo libero, le pause tra le lezioni, i pranzi velocissimi con l'orologio perchè se arrivi tardi non ci sono più i posti e ti tocca seguire la lezione seduto per terra.
Quando non sei studente e abiti a Torino, i Portici sono solo una parentesi di vita della tua città, negozi, centro, posto dove portare chi ti viene a trovare e non conosce la città, perchè così puoi andare a vedere anche la Mole e se è una bella giornata salire in cima e fare le foto.

Stamattina sono stato in centro, per due impegni all'inizio e alla fine della mattina, così a metà ho fatto una passeggiata tranquillo, senza l'affanno del pranzo velocissimo, e senza la speranza del sole per portare sulla Mole qualcuno; poi un cartello, "mostra dei presepi", e così sono andato a vederla. Amo molto il presepe, forse perchè da bambino era solo una specie di giocattolo che non abitava in camera tua, ma che potevi usare, per alcuni giorni, quando arrivava Natale. E allora via con la mente e la fantasia ad immaginare storie e avventure con i pastori, i Re Magi, gli angeli che parlavano e si muovevano come i Playmobil, ma sul muschio.
E da allora, il presepe mi dà la sensazione di un passaggio di tempo breve ma bello, particolare. Natale di ieri.

Esco da questa piccola mostra con il cuore pieno del Natale, e continuo la mia passeggiata...

E ti accorgi che i portici sono passaggi di vita affascinanti e contradditori. Ci sono manager con i telefonini che squillano continuamente che camminano velocemente al centro (chissa poi perchè sempre al centro...), fidanzati che passeggiano e guardano le vetrine, gente piena di buste dei primi regali di Natale, persone che ingannano il tempo che scorre ciascuno nei suoi pensieri (come me stamattina), anziani, e poi chi cucina le caldarroste che riempiono di profumo l'aria.
E poi loro, chi vive ai contorni della città, gli invisibili ai passaggi indifferenti della gente, i poveri.
Chi chiede qualche monetina, chi tenta di fare concorrenza ai negozi prestigiosi con qualche bancarella improvvisata, chi suona. Chi suona mi affascina da sempre, violini, fisarmoniche, chitarre fra le mani certe volte di artisti veri ai quali la vita non ha corrisposto i sogni, di persone che suonano e riempiono l'aria di talento per orecchie troppo piene di buste e per occhi troppo attenti ai cellulari per accorgersene.
Natale di oggi, Natale moderno. Shopping, luci d'Artista, e indifferenza.

E ho incontrato anche Nina, una vecchina che vive e lavora al semaforo di corso San Maurizio. Per cinque anni, ogni volta che l'ho incontrata, nel tempo di un rosso, due parole, come stai, guarda che bel sole, oppure speriamo che smetta di fare così freddo, due sorrisi, e l'augurio di una buona giornata. Mi ha sempre detto "che Dio ti benedica", anche se non le ho mai dato monetine. Qualche volta ho comprato due panini e due lattine e ho mangiato con lei ai Giardini Reali, il solito pranzo velocissimo per prendere il posto in aula. Se non ti offendi, ho preso un panino anche per te, le ho detto un giorno. - Cosa c'è dentro? - mi ha risposto. Risata. - Puoi scegliere. E da quel giorno mi ha chiesto un po' di volte cosa ci fosse dentro.
Nina è una delle cose più belle e più vere che mi ha insegnato l'Università.
Che la vita non va sempre come te la immagini, che puoi ritrovarti anziana ad un semaforo a sperare che uno studentello qualsiasi ti compri un panino, senza neppure poter scegliere cosa metterci dentro. Che una persona così, ti può benedire.

Un saluto veloce stamattina, due battute, quattro chiacchiere, due sorrisi, una benedizione. poi via, ognuno per la sua strada, sotto i portici.

E allora buon Avvento, a chi lo passerà sotto i Portici, davanti alle vetrine, non sentendo il profumo delle caldarroste o un violino che incanta, a chi pieno di buste guarderà in alto e vedrà... il soffitto screpolato di un porticato antico.
E poi buon Avvento a chi, come Nina, non avrà buste, ma sentirà una fisarmonica che le farà venire un po' di nostalgia e raccoglierà qualche monetina perchè le caldarroste hanno veramente un buon profumo.
Ma che poi guarda in alto, e vede il cielo.
E non ti dice cose del tipo da quanto tempo prima o poi ci vedremo dobbiamo organizzare un sabato sera diciamo sempre che ci vediamo e poi non riusciamo mai guarda cara non c'è mai tempo per fare niente.
Ma ti dice Dio ti benedica.

Non te l'ho mai detto di persona Nina, perchè per me dirlo dal finestrino abbassato della mia macchina aspettando il verde sarebbe troppo semplice.
Ma ho pensato "benedica anche te, Nina" ogni volta che me lo hai detto.

Peppe



sabato 1 dicembre 2007

COSI'...

Non saprei come scrivere meglio questi giorni... e allora così...

"Tu non sei come gli altri, Dann, tu fai delle cose, tante cose, e ne immagini ancora delle altre ed è come se non ti bastasse una vita sola per farcele stare tutte. IO non so... a me la vita sembrava già difficile... sembrava già un'impresa viverla e basta. Ma tu... tu sembra che devi vincerla, la vita, come se fosse una sfida....sembra che devi stravincerla... una cosa del genere. Una roba strana. Un po' come fare tante bocce di cristallo... e grandi.... prima o poi te ne scoppia qualcuna... e a te chissà quante te ne sono già scoppiate, e quante te ne scoppieranno... Però... Però quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fottitene. Ricordatene. Devi fottertene.Tutte le bocce di cristallo che avrai rotto erano solo vita....non sono quelli gli errori..... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca..... io questo l'ho capito, che il mondo è pieno di gente che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro....le sue piccole tristi biglie infrangibili..... e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo..... sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino... ci si vede dentro tanta di quella roba..... è una cosa che ti mette l'allegria addosso... non smetterla mai..... e se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita, a modo suo..... meravigliosa vita".
A.BARICCO, Castelli di rabbia

Peppe