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domenica 19 febbraio 2012

...TRENTA...

Riflettevo scherzando tra me e me, pensando che da domani, adesso che ho trent'anni e un giorno, potrò andare sulla metro dai ragazzini che vanno a scuola e pretendere il posto a sedere, essendo più anziano di loro...

Riflettevo un po' più seriamente, sorridendo alla telefonata della signorina della mia banca, che mi ricordava di passare da lei per estinguere il mio "conto giovani" e aprirne uno normale, pensando che questa è l'età in cui mentalmente superi il confine del giovanotto...

Riflettevo seriamente, dicendomi che i trent'anni, forse rappresentano il primo punto esatto in cui tiri una riga e calcoli il totale di ciò che hai vissuto, incontrato, fatto, visto fino ad ora.

E mi sono detto che il mio viaggio ha avuto la fortuna di avere visto e vissuto esperienze straordinariamente vere per intensità ed emozioni in molti posti del mondo, che sono sulla strada della vita discese da correrci a perdifiato sperando di non fermarsi mai.
Ed altre esperienze, più difficili, contornate anche da momenti faticosi, qualche volta nutrite di un po' di sofferenza e di dolore, che sono salite in cui cammini per forza più lentamente. Ma il camminare lentamente, permette di osservare e capire sfumature che la corsa a perdifiato non coglie. Insegnano.

Ciò che rende tutto questo profondamente vero, umano, autentico, sono le relazioni.
Grazie a ciascuno di voi, per essere parte delle mie relazioni.
Di quelle con cui ho scelto di passarci tutta una vita insieme.
Di quelle di ogni giorno, che tutto condividono e che non hanno segreti.
Di quelle che basta uno sguardo per sapere.
Di quelle di sempre, perchè so che ci sono.
Di quelle di ogni tanto, che mi ricordano che le persone sono importanti.
Di quelle a cui ho potuto insegnare qualcosa.
Di quelle da cui ho imparato molto.
Di quelle che penso con un sorriso, e di quelle che mi ricordano qualche lacrima.
Di quelle che non ci sono più, di quelle che ci saranno nonostante tutto.

Grazie, perché quando dico che la vita in questo mondo sia piena di senso, nonostante tutto, è perché penso implicitamente al dono di aver camminato o camminare anche un pezzetto di strada con ciascuno di Voi.

Con affetto, 
Peppe

venerdì 27 gennaio 2012

RICORDARE

Ricordare, è l'elemento essenziale per non dimenticare; ricordare i milioni di ebrei morti durante la seconda guerra mondiale, è non dimenticarli.

Ricordare è trasmettere: la memoria, in quanto tale, si affievolisce nel tempo, fino a svanire, se non viene mantenuta in vita; il modo di mantenere in vita la memoria è trasmettere, raccontare, dire, perchè possa continuare ad esistere.

Ricordare è imparare; come un bambino, che impara ricordando.




Ricordare, nel suo significato più puro, significa etimologicamente "restituire al cuore".
Restituire al cuore.
Siamo fatti per ricordare, perchè è l'unico modo possibile per tenere uniti mente e cuore.

Abbiamo il dovere di ricordare, di non dimenticare, per potere sempre custodire il concetto di libertà e per potere sempre combattere chi distingue gli esseri umani in base al colore, all'etnia, alla religione.

Per riportare al cuore, sempre, ciò che la mente ci dice di non dimenticare.