sabato 3 aprile 2010

TRA I LADRONI E GIOVANNI...


Del racconto della passione, mi hanno colpito da sempre tre personaggi, che rappresentano l'esatta metafora della vita di ciascuno di noi: i due ladroni, e Giovanni.

I due ladroni, condannati, si ritrovano per caso crocefissi accanto a Gesù, su quel monte, alla destra e alla sinistra di uno che dice d'essere figlio di Dio. Tutti e tre, a pochi minuti dalla fine della loro vita sulla Terra. Uno, chiede perdono per le sue colpe, l'altro, lo offende e continua a disperarsi.
E' come capita a noi. Ci troviamo accanto a scelte di bene oppure no, alla possibilità di aiutare oppure no, alla scelta di dire una parola per difendere o per accusare, per sostenere o criticare, per amare, o fare del male. Ci troviamo alla destra o alla sinistra del Bene, a poter decidere se essere onesti e sinceri con noi stessi, oppure ad incazzarci con il mondo, maledicendo ogni cosa.
Tutti alla fine ci troviamo messi in croce, prima o poi.
Scegliere da che parte stare, rispetto al bene, cambia anche il finale della nostra storia.

Giovanni, è invece la parabola di ogni vita. Tutti ambiscono a qualcosa. Tutti sognano di diventare qualcosa o qualcuno. Nessuno, può vivere una vita intera senza sogni.
Quando Gesù viene arrestato, si narra che tutti i discepoli si dileguano. Qualcuno, lo rinnega anche. Sulle strade della Palestina, i discepoli sono stati compagni di viaggio fedeli, infaticabili; sono stati instancabili nel difendere e diffondere il messaggio cristiano, quasi con sfacciataggine e senza paura. La storia di tutti loro, nel racconto della Passione, finisce con l'arresto di Gesù. Scappano, si sparpagliano, lo abbandonano, lo rinnegano.
Loro, nel racconto della passione, non compaiono più.
Tranne uno. Giovanni, appunto.
Giovanni, è l'unico discepolo che arriva fin sotto la Croce.
La cosa che mi piace più di tutte, è che non ci arriva da solo: l'ultimo pezzo di strada, che è il più difficile, quello più in salita, il più faticoso e carico di dolore, lo percorre perchè lo accompagna Maria. Ci arriva, perchè lo accompagna qualcuno.
E mi dice che nessuno, può essere così superbo e presuntuoso, da poter pensare di fare tutto da solo.

Buona Pasqua a tutti voi.
E al di là di ogni fede, auguro a ciascuno di voi di saper sempre scegliere dalla parte del Bene, e di trovare un compagno di viaggio, che ci possa accompagnare nelle salite più faticose.

Con un sorriso,

Peppe

1 commento:

Lorenzo ha detto...

Bella la tua riflessione Peppe, soprattutto sul fatto che Giovanni viene accompagnato sotto la croce da Maria.

Buona Pasqua anche a te :)