lunedì 30 agosto 2010

NOI ACCOGLIAMO CON GLI ONORI DI STATO UNA PERSONA COSI'.

"La donna deve essere addestrata a combattere dentro le case, a preparare una cintura esplosiva e a farsi saltare in aria insieme coi soldati nemici. Chiunque abbia una macchina deve prepararla e sapere come si fa a sistemare l'esplosivo e a trasformarla in un'autobomba. Dobbiamo addestrare le donne a disporre esplosivi nelle macchine e a farle scoppiare in mezzo ai nemici, a far esplodere le case per farle crollare sui soldati nemici. Bisogna preparare trappole. Avete visto come il nemico controlla i bagagli: bisogna manipolare queste valige per farle esplodere quando loro le aprono. Si deve insegnare alle donne a minare gli armadi, le borse, le scarpe, i giocattoli dei bambini, in modo che scoppino sui soldati nemici."

Muammar Gheddafi, 4 ottobre 2003

Questo non è un parco giochi. E' uno stato, caro presidente, che è abitato da gente che il senso del pudore ce l'ha ancora, se mai non se ne fosse reso conto.
Io mi vergogno profondamente di trovare scritto sui libri di storia che la mia nazione ha accolto con gli onori di stato un dittatore.
Mi vergogno di sapere che questo dittatore presiede una conferenza con duecento ragazze selezionatissime parlando di Islam.
Mi vergogno di leggere che l'Islam rispetta le donne più che l'Occidente alla vigilia della lapidazione di un'innocente in uno stato islamico, l'Iran.
Forse a lei, così preoccupato di accogliere con tutti gli onori un dittatore accusato di gravi violazioni sui diritti umani, dei diritti umani importa poco: si informi sulla fine cegli immigrati che partono dalle coste libiche spendendo tutto quel che hanno per sbarcare in Italia e che da noi, grazie agli accordi che lei ha sottoscritto con il colonnello, vengono rispediti indietro e "accolti" dalla Libia.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/morire-nel-deserto/2119367&ref=hpsp

Ognuno di questi cadaveri conosciuti e dei molti che non conosceremo mai grida giustizia in faccia a chi come lei decide a tavolino il loro destino ed in questo momento è impegnato in una parata di cavalli e militari.

Questo non è un gioco, se non se ne fosse accorto non stiamo parlando di fantacalcio.
Qui, si sta parlando di vite umane.

C'è una giustizia divina presidente, non può essere tutto qui.
E non le serviranno a niente le televisioni e i soldi, in quel momento, quando alla fine i conti con quel che ha fatto li dovrà fare anche lei.

1 commento:

Anonimo ha detto...

E' un pezzo bellissimo, grazie mille per avere avuto il coraggio di scriverlo anche in un periodo in cui i blog vengono presi di mira...