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mercoledì 9 luglio 2008

EROI PER FINTA

Scrissi tempo fa di Travaglio, e mi pare di non essermi troppo sbagliato.
Un tempo erano i comici, quelli veri, quelli bravi, quelli che sono capaci di utilizzare le parole in modo raffinato ed elegante, quelli che sanno criticare, con stile. Erano Totò, Massimo Troisi, Roberto Benigni.
Quelli che oltre a far ridere e sorridere sapevano anche far pensare.
Oggi sono Beppe Grillo, che di mestiere mi pare faccia il contestatore, paladino dei diritti dei poveri ma con un blog che frutta qualche milione di Euro all'anno e con un 740 che neppure un reparto della Fiat al completo raggiunge. Oggi è Travaglio, un giornalista perfino bravo quando scrive ma capace poi di criticare solo in modo distruttivo senza proporre nulla di veramente valido e alternativo. Oggi è la Guzzanti, figlia del senatore di Forza Italia Corrado Guzzanti.

E' facile da un palco quando dall'altra parte hai gente incazzata dal declino dell'Italia degli ultimi dieci anni passare per il salvatore della patria. Ma non si può essere comici e politici nello stesso tempo, giornalisti e politici nello stesso momento, blogger e politici, nello stesso momento.
E non è difficile fare i comici riempiendo gli interventi di parolacce, permettendosi di usare soprannomi offensivi verso qualsiasi figura contaria... io non la chiamo comicità, e nemmeno satira, e nemmeno protesta.

Dice ieri la Guzzanti: "A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi. Ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t'ha succhiato l'uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio".
Dice, sempre la Guzzanti: "fra vent'anni sarà all'inferno, tormentato da diavoloni frocioni", riferendosi al Papa.
E Grillo, come se non bastasse, solo con un linguaggio meno da osteria offende il capo dello Stato.

Mi sono rotto le scatole di questi miliardari che si spacciano per poveracci, di questi che per vendere un po' di libri si fingono salvatori della patria. Siamo in una democrazia, se avete idee migliori, proponetevi, e se sarete convincenti, sarete eletti voi.
Perchè non serve a niente criticare in modo così distruttivo e volgare, cavalcare la rabbia della gente per un pizzico di notorietà in più.

Non è l'espressione di chi si dissocia (me compreso) da questa politica, ma una deriva populista.
Se avete tempo, leggete
questo pezzo della Repubblica di stamattina.

E' giusto protestare, e c'erano ragioni per le quali sarei andato a Roma anche io. Ma senza bandiere, senza parolacce, senza un linguaggio volgare, senza essere stato in televisione, senza aver scritto il libro più venduto al Salone del Libro di Torino che difficilmente avrebbe ottenuto successo, senza essere figlio di nessun senatore di nessun partito.
La gente si sta scocciando della politica, di questa politica che se ne sbatte della gente, da destra a sinistra passando per il centro.
Molti, si stanno scocciando anche di questi pseudocomici salvatori della patria...

Il Papa sarà all'inferno fra vent'anni, è stato detto ieri...
Chi è salito sul palco ieri, denigrando chiunque nel nome del bene collettivo, avrà certamente le porte del paradiso aperte...

peppe

lunedì 19 maggio 2008

...SE LO CONOSCI, LO EVITI...

Non ce la faccio a non scriverlo, dopo il post dell'altro giorno...
Non è la dimostrazione scientifica di nessuna teoria, ma certamente è un dato oggettivo.
Ora è ufficiale, il libro di Travaglio e Gomez, "Se li conosci, li eviti", è stato il libro più venduto alla Fiera del Libro di Torino.
Mi chiedo se senza la polemica (che stranamente si sta affievolendo) di quella settimana, ci sarebbe stato lo stesso risultato. Da laureato in comunicazione, continuo a sostenere che era studiata nei tempi e nei modi, questa campagna di comunicazione, e che per quanto mi riguarda Travaglio ha perso molti estimatori, me compreso. Al di là della politica, delle accuse al presidente del senato e della risposta a Travaglio sulle sue presunte (o vere) vacanze in Sicilia...
Ora che ha raggiunto le vette delle classifiche, può tornare a fare il giornalista...

Peppe