lunedì 10 marzo 2008

CAMBIARE

“… ed era quello sguardo, che rese quel via vai insensato così particolare.
Quel guardare tipico che hanno i bambini quando guardano il mondo attorno a loro, senza la presunzione di un pregiudizio, nemmeno uno qualsiasi, verso gli altri e verso le cose, con la curiosità di chi scopre un lato del mondo inaspettato, strano, imprevisto.
Con l’ingenuità di chi guarda e basta,
senza conoscere cosa sia la povertà e cosa la ricchezza,
cosa la fortuna e cosa la sfortuna, cosa sia vivere,
e cosa significa sopravvivere.
Ma ha senso, quello sguardo privo di significati apparenti,
perché in uno sguardo veloce c’è pur sempre un’immagine
che ti si fissa nella memoria e che tornerà anni dopo perché lo so,
che tornerà, nella mente di quel bambino, quell’immagine,
e scoprirà in quella che sembrava apparentemente curiosità
l’ingiustizia, l’indifferenza, l’abbandono.
Cosa voglia dire esseri poveri e cosa essere ricchi, cosa significa che le circostanze hanno reso la tua vita una cavalcata a favore del vento e cosa una sconfinata salita, cosa sia la pace, e cosa la sua assenza.
Sta tutto lì, in quello che era successo anni prima,
l’inizio di un cambiamento.
Ed è lì, quando un ricordo ritorna così,
che incontri ciò che avevi visto tempo prima,
ma con la testa di chi ha visto tante volte la stessa immagine e solo allora, solo allora, ne ha capito il senso ed il significato.
Ed è lì, in quel preciso, straordinario, divino istante
in cui la conoscenza di un uomo si unisce
al ricordo di un bambino,
che decidi di cambiare…”

6 commenti:

Lorenzo ha detto...

Grande Peppe, davvero bello! :)

"ed era quello sguardo, che rese quel via vai insensato così particolare."

anna ha detto...

Bellissimo e vero!

Comicomix ha detto...

LO sguardo dei bambini, forse perchè, come ha detto qualcuno, loro abitano nella casa del futuro, è sempre il più acuto e penetrante di tutti.

^_^

adeline ha detto...

Complimenti,bravo.

Anonimo ha detto...

straordianriamente bello, hai una scrittura delicata e dalla quale non sai cosa aspettarti mentre leggi. Così uno è costretto a leggere sempre quello che scrivi due volte...
O vedi dentro, o vedi lontano, o tutti e due...
sei già tra i miei preferiti nel blog e vedo che hai aggiunto anche me tra i tuoi...
beh, sono contenta!

Alessandro ha detto...

bel post