mercoledì 3 settembre 2008

COLORARE UN LIBRO BIANCO

Decisi di imparare a fare i giochi di magia quando vidi un animatore che prese un libro bianco, disegnò nell'aria una matita, con quella creò dei disegni nel libro. Poi prese i colori, li lanciò nel libro, e i disegni si colorarono. Dopodichè cancellò con uno straccio sulla copertina, e il libro tornò bianco.
Fu allora che decisi che io dovevo imparare a farlo.
[...]
Adesso, sono cinque anni che faccio spettacoli di animazione magica, il più delle volte nei teatri, alle fiere quando va meno bene, a volte anche alle feste di compleanno.
In Moldavia, in Romania, in Rwanda, in Burundi, quando va benissimo.
Mi diverto e i bambini si stupiscono, ed ogni volta mi affascina vedere i volti stupiti dei bambini usando qualcosa che non si chiama playstation e nemmeno computer ma una cosa che risponde invece al nome di "fantasia" e che abbiamo incorporata da quando siamo nati...
Il giorno che finirò uno spettacolo e non mi sarò divertito, e non sarò un po' più ricco di sguardi nel cuore, beh, sarà il giorno che smetterò , che chiuderò quelle quattro valigie fedeli compagne di viaggio e che lascerò perdere.
Fino ad allora, andrò avanti, con il batticuore e l'entusiasmo di sempre.

[...]
Stamattina il teatro era bellissimo, ed era il sentiero di terra rossa davanti alla casa dell'ospitalità inaugurata stanotte (tra l'altro non è andato benissimo il collaudo ufficiale, perchè si è staccato un pezzo di tetto e non c'era la luce per vedere cos'era quella roba nel mio letto, ma tolto questo è stata una bellissima nottata...).
I bambini del villaggio si sono riuniti qui davanti e aspettano.

Pronti via, si parte, e per un'oretta non si sono mossi da lì... qualche "ooohhh" ogni tanto, nulla più. Non conoscevano l'uomo bianco, figurarsi l'uomo bianco che fa sparire e comparire le cose, che lega le corde insieme tra loro, che colora i libri bianchi, che fa sparire un foulard dalle mani e lo fa comparire in una bottiglia lì vicino...
Mi piace guardare i bambini, sapere quando aspettano e quando si stupiranno, quando contano per fare la magia e quando non si muovono neppure talmente sono stupiti.
La mattinata è andata via così, con il piccolo spettacolo.
Henry continua a guardare i giochi e alla fine mi chiede sempre di dirgli come faccio...


Henry lo sai mantenere un segreto?
Sì...
Anche io...

Ed ogni volta me la cavo così...
In realtà c'erano anche gli uomini e le donne... che mentre andavano in campagna, si sono fermati per un po' (cioè per tutta la mattina...) a guardare. Siamo di casa ormai, e nemmeno i bambini hanno paura, tranne il piccolo che abita nella casa di fronte, e che ogni volta che mi vede cambia colore (nel senso che diventa più pallido) e scappa in casa.


Qui continua la festa, oggi con gli invitati più stretti, in un improbabile tendone improvvisato sulla cima della collinetta.
E allora pranzo (riso, piselli rossi, banane fritte, pesciolini di stagno). La mamma di Henry ha adoperato le posate e la tovaglia che gli ha spedito la mia mamma... così, un po' sensazione di casa, un flash.
Poi discorsi dal capo villaggio in giù, birra di sorgo. In realtà oggi ci si è dato dentro anche con la birra di banana, gli africani un po', diciamo così, brilli, sono ancora più simpatici, e gli italiani anche...
Ci sta, è una settimana di festa, va bene anche così allora.

[...]
Domani verso la tarda mattinata si riparte, si ritorna a Ruyigj, e da lì a Ngozi il giorno dopo, per il corso di formazione agli animatori. Poi Rwanda, poi arriveranno gli altri.
I nostri passaporti sono all'ambasciata del Rwanda nella capitale del Burundi, per i controlli e per il visto, speriamo non li abbiano persi, altrimenti bisognerà rimanere qui da clandestini... ma sì, va bene anche se li hanno persi in fondo...

E stasera niente stelle, ma nuvole.

Pete niente stelle cadenti stasera...
No... stasera no... e dai mi dici come si fa a colorare quel libro?
Dai prima di tornare in Italia te lo dico, promesso... vuoi il lettore con la musica italiana?
Sì, pensavo l'avessi lasciato a Ruyigj...
No, te lo vado a prendere...
Notte Pete...
Notte Pepe...

Quante relazioni si creano con un libro bianco...
con un libro bianco... e un po' di fantasia.
Notte, Butezi.

Peppe


2 commenti:

Lorenzo ha detto...

Proprio bello quello che fai... anche il discorso degli spettacoli di magia! Fantastico! :) Sei un grande!

Lisa72 ha detto...

Volevo fare un post sulla mia "rubrica" il bambinopensiero ma lo lascio prima a te perchè è in tema con il tuo post:
mio figlio grande (6 anni da compiere) ha chiesto a mio marito se anche lui avesse tante rotelline che girano nel cervello e lui, scherzando, ha risposto di no e che le sue sono quasi tutte finite... la conclusione di mio figlio è stata: "ecco allora perchè giochi con il giochino al computer: non hai più la fantasia!"
.. e non aggiungo altro se non che tu invece ne hai molta e contribuisci a diffonderla assieme ai sorrisi!!!
un abbraccio, Lisa