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giovedì 29 maggio 2008

L'INVINCIBILE

... e l'invincibile non è
quello che vince sempre,
ma quello che anche se perde,
non è vinto mai...

...perchè tutti perdiamo prima o poi,
ma non sempre dopo ci si sente sconfitti...

peppe

mercoledì 28 maggio 2008

IL PRIMO GIORNO...

Non ricordo il primo giorno su questa terra chiamata mondo, ma ricordo bene il primo giorno di scuola...
Non ricordo il primo giorno di università (da frequentante, dico...) ma ricordo il primo giorno di lavoro...
Chissà quanti primi giorni verranno ancora, e chissà quanti ne ricorderò...

Buona giornata a tutti,
Peppe

martedì 27 maggio 2008

Mi devi dire qualcosa?


lunedì 26 maggio 2008

PIOGGIA. TEMPORALE

Piove a Torino, oggi. Come ieri, come sabato, come venerdì. Forse come domani.
Piove, ma in fondo fino a quando abbiamo l'ombrello e una casa dove stare al coperto,
dobbiamo solamente fare lo sforzo di portarlo dietro e di ricordarci di aprirlo.

Gli occhi non sanno vedere quello che il cuore vede
La mente non può sapere quello che il cuore sa
L'orecchio non può sentire quello che il cuore sente
Le mani non sanno dare quello che il cuore da
C'è un temporale in arrivo senti l'elettricità
C'è un temporale in arrivo sulla mia città
Porta novità

Il lupo perde il pelo io perdo le occasioni
Ma non so perdere il vizio delle emozioni
La vita è più interessante delle definizioni
E tutto quello che arriva da qualche parte va
Un meridiano per forza incrocia un parallelo
Determinando la sorte di molta umanità

Si perdono le origini nel buco del tempo
Ma tutto si conserva nelle profondità
Sia l'elefante che il topo non avranno scampo
La legge della savana li governerà
Non si può scegliere un sogno non si può scegliere
Quando ti arriva ti arriva non c'è niente da fare
Le previsioni del tempo si posson prevedere
Ma un temporale che arriva non lo puoi fermare

Quando non so dove sono io mi sento a casa
Quando non so con chi sono mi sento in compagnia
La cura è spesso nascosta dentro alla malattia
C'è un temporale in arrivo senti l'elettricità
C'è un temporale in arrivo sulla mia città
Porta novità

Abramo lascia la casa senza sapere niente
Si mette in strada lasciando quel che sapeva già
E il trapezista si gioca tutto continuamente
Per pochi soldi e per un brivido di libertà

L'antico impero cinese accolse Marco Polo
Perchè era un giovane mercante di immaginazione
Non servono grandi ali per spiccare il volo
La vita è molto più vasta di una definizione
E stanno tutti aspettando che succeda qualcosa
Che tolga il velo di polvere dalla realtà
E stanno tutti aspettando che arrivi la sposa
Coi fiori in mano e una promessa di felicità

E l'invincibile non è quello che vince sempre
Ma quello che anche se perde non è vinto mai
L'intelligenza è nel corpo il sapere nel cuore
Se pensi sempre ad un muro un muro troverai
Mi son trovato memorie che non sono mie
Ho un solo nome ma almeno cento identità
E' naturale preferire le belle bugie
Alla durezza di ghiaccio di certe verità
Viviamo comodi dentro alle nostre virgolette
Ma il mondo è molto più grande più grande di così
Se uno ha imparato a contare fino a sette
Vuol mica dire che l'otto non possa esserci


Jovanotti - temporale

venerdì 23 maggio 2008

COSA PERDIAMO SE SCOMPARE RETE 4...

Rete 4 non può scomparire dai canali televisivi in chiaro.
Prima di tutto, non so cosa mettere sul numero 4 del telecomando.
Poi perderemmo (in ordine sparso):
- Media Shopping
- Il Tg4 di Emilio Fede
- Febbre d'amore
- Tempesta d'amore
- Forum
- Walker Texas Rangers
- I Bellissimi di Rete 4
- Sessione pomeridiana del tribunale di Forum
- Fornelli in piazza
- Pianeta mare
- Mela verde
- Sipario (su segnalazione di Audrey)
- ... (varie ed eventuali)
Possono venire dubbi!?
Peppe

giovedì 22 maggio 2008

COLLOQUIO ALL'IKEA...



mercoledì 21 maggio 2008

L'AMORE

"Amatevi, ma non tramutate l'amore in un legame.
Lasciate piuttosto che sia un mare in movimento
tra le sponde opposte delle vostre anime.
Colmate a vicenda le vostre coppe,
ma non bevete da una sola coppa.
Scambiatevi il pane, ma non mangiate un solo pane.
Cantate e danzate insieme e insieme siate felici,
ma permettete a ciascuno di voi d'essere solo."
K. Gibran, poeta libanese

lunedì 19 maggio 2008

...SE LO CONOSCI, LO EVITI...

Non ce la faccio a non scriverlo, dopo il post dell'altro giorno...
Non è la dimostrazione scientifica di nessuna teoria, ma certamente è un dato oggettivo.
Ora è ufficiale, il libro di Travaglio e Gomez, "Se li conosci, li eviti", è stato il libro più venduto alla Fiera del Libro di Torino.
Mi chiedo se senza la polemica (che stranamente si sta affievolendo) di quella settimana, ci sarebbe stato lo stesso risultato. Da laureato in comunicazione, continuo a sostenere che era studiata nei tempi e nei modi, questa campagna di comunicazione, e che per quanto mi riguarda Travaglio ha perso molti estimatori, me compreso. Al di là della politica, delle accuse al presidente del senato e della risposta a Travaglio sulle sue presunte (o vere) vacanze in Sicilia...
Ora che ha raggiunto le vette delle classifiche, può tornare a fare il giornalista...

Peppe

ODIO LA PAROLA ADDIO

A quel paese la parola "fine".
Se la vita che viviamo nel tempo è un cammino, allora non ci sono tragitti che finiscono con il punto. Fine. Addio.
E a quel paese anche la parola "addio".

Perchè la fine lascia sempre un velo di tristezza, come la fine di un film, di un bel libro, di un'avventura che ci ha fatto star bene. Di già?! Viene da pensare...
Mi piace per questo finire le frasi e i pezzetti di strada della vita con i puntini di sospensione, e di cominciare il passo successivo con altri tre puntini...
... perchè quello che facciamo oggi, dipende anche da chi eravamo ieri.

E perchè un addio è sempre malinconico, cupo, e lascia dentro una sensazione di mancanza difficile poi da riempire.

Non esiste una fine. Non esiste un addio.
Esistono i puntini di sospensione. Esistono degli arrivederci solo più lunghi.

Oggi è una giornata particolare, per me. Ultimo giorno in ufficio, nell'ufficio del mio primo lavoro, quello dopo la laurea. Si cambia, da domani, altro ufficio altri colleghi altro lavoro, e così oggi saluterò le persone con cui ho diviso il tempo di questi mesi...
E poi, il passaporto da consegnare, che vuol dire ufficialmente partire. Una data e un luogo già ci sono: 14 luglio, aereoporto di Caselle Torinese...

Va così. Mi piacerebbe, in ogni posto in cui vado, essere ricordato con un sorriso, non come una persona importante, ma neppure come un passaggio insignificante.

E allora, con un sorriso, oggi è una di quelle giornate in cui finisce una frase, e devi mettere i tre puntini di sospensione...

Da domani, si riparte da qui.

Peppe


venerdì 16 maggio 2008

SICUREZZA. IMMIGRATI. CLANDESTINI...

Sicurezza. Immigrati. Clandestini. Immigrati clandestini. Razzismo. Xenofobia. Shengen...
E' il vocabolario di questi giorni, nei quali si dovrà prendere una decisione su un tema delicatissimo come quello dell'immigrazione.

Qualche considerazione, del tutto personale, in merito, su un argomento che deve mescolare con equilibrio l'esigenza sociale con la carica di umanità, la legge con le persone, l'identità nazionale con la globalizzazione.

Innanzitutto, si vive del presente, e non si può prendere come termine di paragone dei flussi migratori attuali le grandi migrazioni che hanno riguardato il popolo italiano (dal sud al nord, verso gli Stati Uniti d'America). La storia non insegna, in questo caso, sarebbe fuorviante, perchè il contesto è infinitamente diverso.
Il trattato di Shengen (quello sulla libera circolazione delle persone), quando fu fatto, venne pensato in un'Europa che comprendeva all'epoca 12 Stati, tutti più o meno avanzati. Oggi il contesto è diverso, profondamente diverso. Non occorre eliminare gli accordi presi, che peraltro rendono ufficiale un innegabile diritto, quello della libera circolazione, ma riequilibrarlo, certamente sì.

Rispetto agli stranieri, c'è una profonda differenza tra un clandestino ed un immigrato regolare. In un caso si viola la legge, nell'altro no. Essere "schedati" (noi compresi), cioè avere dei documenti che mi rendono rintracciabile in ogni momento, è un modo di gestire la democrazia e di tutelare tutti. Diversamente, è manodopera per qualsiasi illegalità.
Sempre rispetto agli stranieri, dal punto di vista umano, credo questo: che la vita di ciascuno di noi, perchè possa seguire un cammino, deve avere degli appigli, dei punti fermi (una casa, un lavoro, delle persone, delle certezze). Ad uno straniero che rischiando la propria vita arriva in Italia o in Europa nei camion a doppio fondo o sui motoscafi, tutto questo non viene offerto. E chi riesce ad entrare da clandestino, non ha altra soluzione che le attività illegali.
Bisogna accogliere chi arriva, trattare un uomo da uomo e non da animale, dargli delle opportunità. Questo, realisticamente, non è possibile al momento con i numeri così elevati di stranieri.
E dire di no, allora, espellere anche, in certi casi contiene una dose di nazionalismo ma nello stesso tempo non autorizza ad una vita di illegalità uno straniero.

Ultima considerazione, rispetto a noi italiani.
Perchè altrimenti il rischio è di credere che gli stranieri siano i carnefici e noi le vittime. E' la catalogazione per categorie, cha fa nascere il razzismo. E allora un sano esame di coscienza, dobbiamo farlo anche noi.
Perchè chi spaccia droga agli angoli delle strade di Torino e di molte altre città è marocchino, albanese, tunisino, cinese. Ma chi la compra spesso è italiano, e chi l'acquista dall'estero, è altrettanto italiano.
Perchè le prostitute nigeriane, rumene, moldave sono straniere, spesso costrette, comprate e vendute nella tratta degli esseri umani.
Ma i clienti, quelli no, hanno targhe italianissime.
E sono complici.
Complici della tratta di esseri umani.

Mi piace pensare che un giorno un ipotetico mio figlio P.J. (Peppe Junior) possa andare a scuola e giocare nello stesso cortile con un bambino rumeno, uno marocchino, uno nigeriano.
Ma più ancora mi piace pensare che questi bambini, finita la scuola o finito di giocare, possano avere il diritto di ritornare in una casa dalla loro famiglia, e non in una baraccopoli o in qualche squallida mansarda.
Allora, solo allora, si sarà trovato l'equilibrio e avrò la siperanza che quei bambini da grandi probabilemente non compreranno un loro connazionale per metterlo su una strada o un panetto di hashish aspettando la sera.

Peppe

giovedì 15 maggio 2008

WEB PULITO

Segnalo un'iniziativa che mi sembra bella e intelligente, che abbiamo creato con tre miei colleghi (Michal, il direttore tecnico, Elisabetta, la grafica e Christopher, il programmatore). Credo possa essere utile.
Perchè internet cresce e si sviluppa grazie al lavoro di tanti hacker (che nel suo significato ha una valenza positiva) e sviluppatori che cercano nuovi orizzonti e nuove frontiere da superare.

Ma in rete ci sono anche veri e propri criminali informatici, che "attaccano" blog, siti, community per il gusto di danneggiarli o su commissione.
Commettendo un reato grave, punibile anche penalmente.

C'è un'iniziativa, "WEB PULITO", che descrive i principi di libertà, sicurezza e condivisione di internet. Si può aggiungere sul blog un logo come questo per aderire.




Beh, ecco, mi sembra una cosa bella, non cambierà la rete, ma forse servirà a diffondere o a rafforzare certi valori che permettono la sopravvivenza stessa del web.

Un post un po' più tecnologico del solito, ma per segnalare una campagna di comunicazione intelligente.

QUI TROVATE IL LINK ALLA CAMPAGNA "WEB PULITO"

Peppe

mercoledì 14 maggio 2008

A PROPOSITO DI MARCO TRAVAGLIO...

Sono laureato in comunicazione di massa e ho dato diversi esami di giornalismo e affini.
Non so quasi nulla di scienze politiche e non ho mai studiato storia del pensiero politico.
Dunque, anche se la pochezza di 26 primavere non mi rende certo un esperto, posso dire che per attitudine mi sento molto più vicino ad un giornalista, che ad un politico.
Che amo molto di più lo scoop che i grafici, che preferisco un bel reportage ad un'analisi politica ed economica. Eppure, questa volta davvero no.

Non si può stare dalla parte di Travaglio, pur non avendo in camera mia il poster di Schifani.
Credo che ci sia una profonda differenza tra dare informazioni e fare propaganda: un giornalista deve prima di tutto informare.
Ed anche rispetto alle informazioni, un buon giornalista non deve manipolarle o renderle parziali, come Travaglio ha fatto parlando di Schifani.

Il fatto (cronologicamente documentato) è questo: Renato Schifani nel 1979 entra in una società di brokers finanziari, acquisendo il 3% delle azioni, ed uscendone l'anno successivo (1980). Diciotto (!!) anni dopo, alcune persone con cui era entrato in contatto nel 1979, vengono arrestate per associazione mafiosa, in un'inchiesta di molti anni dopo che non ha nulla a che fare con la società finanziaria.
Nel 1995 Renato Schifani è consigliere di un comune che viene sciolto per mafia tre anni dopo (1998): chiaramente era entrato in contatto con altri consiglieri indagati, senza che però il suo nome nemmeno comparisse nell'inchiesta, essendo evidentemente estraneo ai fatti.
La seconda attuale carica dello stato, Renato Schifani, infine, è il firmatario del provvedimento legislativo che rende ancora più rstrittivo il regime 41 bis, il cosiddetto "carcere duro" per i reati legati alla mafia.

Collocare un fatto nello spazio (la Sicilia) senza fornire coordinate temporali, come ha fatto il giornalista Marco Travaglio a "che tempo che fa", è dire in modo incompleto le informazioni.

Aggiungo questo: che denigrare un uomo, e in questo caso un'alta carica dello Stato, definendolo lombrico e viscido, oltrechè lasciando intendere un legame con gli ambienti di mafia, è una mancanza grave di rispetto ed una grave diffamazione.
Se Travaglio pretende rispetto per l'informazione e libertà di giudizio, non può essere il primo, sfruttando la sua notorietà e la fama di ottimo giornalista, a fornire informazioni incomplete e di parte delegittimando un altra persona che nemmeno è mai stata indagata.

Credendo che la seconda carica del nostro Paese fosse un "mafioso" (e indignandomi per questo), mi sono informato da più fonti, giungendo alla conclusione che quello di Travaglio è un abile discorso di un bravo giornalista, ma assolutamente incompleto e inesatto in molti punti.
E' un po' come se uno dicesse che alle elementari il mio migliore amichetto, quello che si giocava tutti i giorni ai giardini insieme, adesso è in carcere per una rapina e che io potrei essere un rapinatore...

Mi spiace, pur non amando Berlusconi & C., la libertà e la completezza nella comunicazione sono altra cosa, ben altra cosa. Ed anche il rispetto e la deontologia professionale (il codice etico che obbliga un giornalista ad essere obiettivo nei giudizi e completo nel fornire le informazioni, tra le altre cose).

Chi va parlando nei microfoni degli studi televisivi e nei dibattiti di libertà d'opinione e di rispetto, dovrebbe essere in prima persona testimone di libertà e di rispetto.
Non assoggettato ad un potere, ma neppure talmente poco professionale da delegittimare per vendere più libri o dvd o per riempire le piazze.

E' anche questo, che forse ci renderebbe più maturi e ci regalerebbe la sensazione di vivere in un paese più limpido.

Peppe

martedì 13 maggio 2008

NONsoloGUERRA

(AGI) - Bujumbura, 12 mag. - L'Unicef ha annunciato il rilascio di 232 bambini soldato in Burundi avvenuto il 25 aprile, dopo 8 mesi di negoziati tra il governo, la societa' civile, le agenzie Onu e altre organizzazioni con il gruppo ribelle del Plaipehutu-Fln. "I ragazzi sono ora al sicuro in un centro di smobilitazione", scrive una notta dell'Unicef, "un team di funzionari governativi ed esperti di protezione dell'infanzia ha accolto a Bujumbura i ragazzi, la cui eta' e' compresa tra 15 e i 20 anni, tra cui vi e' anche una ragazza". Una volta che i ragazzi saranno identificati, sara' avviato il processo di ricongiungimento familiare attraverso un programma di smobilitazione e reinserimento sociale, che prevede anche la sensibilizzazione delle famiglie e delle comunita' locali. Il Governo del Burundi ha promesso che i ragazzi saranno inseriti in corsi di formazione professionale o assistenza per il ritorno a scuola, quando cio' sia possibile.
L'Unicef monitorera' le condizioni dei bambini nel centro di smobilitazione e nelle loro case una volta ritornativi, offrendo assistenza per il ricongiungimento familiare, il sostegno psicosociale, l'assistenza sanitaria, il test e i servizi di consultorio per l'Hiv/Aids, supporto ulteriore per la formazione professionale e il reinserimento scolastico.
L'agenzia Onu sta affrontando le conseguenze delle violenze fornendo assistenza medica, legale, psicosociale e per il recupero dei ragazzi. Contatti e attivita' di sensibilizzazione sono in corso per ottenere il rilascio del numero imprecisato di bambini che rimangono ancora nel gruppo ribelle. Tra il 2004 e il 2006, in Burundi sono stati smobilitati 3.000 bambini soldato. La maggior parte sono stati reinseriti nelle loro famiglie e comunita' d'origine e molti continuano a ricevere diversi servizi di assistenza.



Fonte: http://www.ong.agimondo.it/dall-europa-e-dal-mondo/notizie/200805121814-cro-rt11177-art.html

lunedì 12 maggio 2008

Oltre Travaglio, oltre la serie A.

In Birmania, ci sono morti che non si contano e che devasteranno intere generazioni.
In Tibet, c'è una repressione della quale si hanno poche informazioni, che però bastano a capire che si sta consumando una strage davanti alla quale il mondo occidentale guarda impassibile.
In Libano, sta per scoppiare una guerra civile.
Nel Darfur, nei campi profughi non si riescono più ad accogliere gli sfollati e nei villaggi si continua a combattere.
In molti altri stati, si consumano violazioni dei diritti umani che dovrebbero fare indignare gli uomini e cacciarli dalla loro indifferenza.

Io non mi riconosco e non mi riconoscerò mai in un Paese che riempie le prime pagine dei giornali con la polemica di Travaglio e Schifani o con la corsa per lo scudetto.
Perchè i protagonisti di queste notizie e chi le diffonde, stanno comodamente edute nei salotti di casa, e così facendo, invitano a fare la stessa cosa a chi legge, dimenticando nell'indifferenza e nel "tanto è lontano", ciò che accade nel mondo.
Io credo che tutti debbano avere la dignità di essere uomini, altrimenti, non lo sarà mai nessuno per davvero...

NUVOLE

Vanno vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche e corrono
e prendono la forma dell'airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vengono vanno ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno vengono
per una vera mille sono finte
e si mettono lì tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia

F. de Andrè, Le nuvole

venerdì 9 maggio 2008

...LE COSE CHE ACCADONO...

fonte: pepsim@libero.it

...fai vedere al tuo sogno che veramente ci tieni a incontrarlo,
senza pretendere che lui faccia
tutta la strada da solo per arrivare fino a te,
poi le cose accadono.
I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi...

(Fabio Volo)

giovedì 8 maggio 2008

UNA STORIA DA RACCONTARE

Tornati dal Burundi, l'anno scorso, abbiamo deciso con i compagni di questo viaggio di provare a racchiudere in un dvd le emozioni di un mese in quella terra.
Così, qualche mese dopo, le tante cassettine della videocamera mia e di Chiara, le pagine del diario di Eugy, Andrea, Stefano, Monica le fotografie di Walter e don Claudio e i racconti di Raymond e Henry si erano trasformate in un "racconto" e tra le mani custodivamo gelosamente la prima copia del dvd "Il cuore dell'Africa - reportage di un'esperienza".

Oggi quel video lo hanno visto in tanti, più di quelli che immaginavamo, e questo ci rende davvero, più contenti, perchè un viaggio non può essere tale, se non è condiviso e perchè, come dicono i saggi, fino a quando hai una bella storia da raccontare, non potrai smettere di sognare...

Sabato sera il nostro dvd verrà proiettato nel cinema di Cuneo alla fine di una rassegna, prima del film "Il cacciatore di aquiloni".

Qui puoi leggere
il comunicato stampa della rassegna.

Non nascondo un po' di batticuore, per la gioia di essere arrivati lontani da casa, per poter condividere con altri questo viaggio, per l'onore di precedere un capolavoro di film come "Il cacciatore di aquiloni".


La comunicazione forse, è anche questo, vivere un esperienza e poi poterla regalare alla tua memoria e agli occhi e al cuore degli altri, perchè continui a vivere e a crescere anche dopo.
Così.
Perchè fino a quando abbiamo una bella storia da raccontare, e qualcuno che abbia voglia di ascoltarla, potremo permetterci di non smettere di sognare.

Peppe

mercoledì 7 maggio 2008

CERCASI EMOZIONI DISPERATAMENTE..

Sarà che ventisei primavere alle spalle ti fanno sentire più vicino ai ventenni che ai quarantenni, sarà che ci vivo nel mondo dei ragazzi non essendo ancora arrivato a preferire la coppia tv\divano a pub\amici, ma questa cosa di Verona mi ha decisamente fatto pensare.
L'indignazione, la rabbia, la condanna.
Poi, la riflessione.
Perchè ogni gesto indignato, rabbioso, di condanna, se dopo non è seguito da una riflessione il più intelligente possibile, si limita ad essere una presa di posizione decisa, quasi altrettanto inutile quanto la stessa violenza.

E allora così.
Io credo che la vita abbia bisogno di emozioni, per poter essere vita, intendendo come emozione qualcuno che ci fa sentire bene, qualche gesto che fa battere un po' di più il cuore. O qualcosa che si fa per gli altri, o in cui si riesce particolarmente bene.
Ecco, così, qualcosa che dà vita alla vita.
Credo anche che le emozioni vadano vissute, non costruite.

E' un mondo che invece le emozioni le vuole costruire, controllare, pianificare, gestire. Vendendo come emozione vera pastiglie nelle discoteche, vivendo un'intera settimana con in testa solo la squadra del cuore e svendendo la propria gioia o tristezza a una partita di calcio, costruendo in televisione una vita alternativa. Ma sono emozioni vuote, che vivono il tempo di un lampo.
E poi?
E poi va che la vita ha bisogno di essere piena, vissuta, che poi è l'unico modo di amarla e di saper accettare anche le salite.

E allora, è colpa di quei cinque criminali che devono pagare alla società ciò che hanno fatto e che pagheranno a Dio per il dolore che hanno procurato, senza se e senza ma. Ma è anche un po' colpa di tutti quelli che fabbricano emozioni e che illudono che stia tutta lì, la vita, di chi entra allo stadio con le spranghe, di chi vende le pastiglie in discoteca.

Perchè la vita senza emozioni e pericolosa e senza emozioni vere lo diventa ancora di più.
Ceracsi emozioni vere, disperatamente, non solo nei week end, o al sabato sera, o in tv.
Cercasi emozioni vere, emozioni che si trovano nell'aiutare gli altri, nell'amare profondamente qualcuno, nel voler bene in modo limpido, nello stare in ginocchio per aiutare un bambino ad alzarsi.
E chi vende le emozioni, e ci vive sull'illudere gli altri e diffondere ideologie, è inutile che si indigna, condanna, prova rabbia.
Perchè è un po' come se fosse stato a Verona, a guardare come sono cresciuti cinque ragazzi.

Peppe

martedì 6 maggio 2008

QUESTIONE DI SGUARDI. E DI PUNTI DI VISTA.

lunedì 5 maggio 2008

PEACE


"Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente.
Gli esseri umani sono fatti così.
Vogliamo vivere della reciproca felicità, ma non della reciproca infelicità. Non vogliamo odiarci e disprezzarci l'un l'altro.
In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca ed è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l'abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell'oca, verso l'infelicità e lo spargimento di sangue.
Abbiamo aumentato la velocità, ma ci siamo chiusi in noi stessi.
Le macchine che danno l'abbondanza ci hanno dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l'abilità ci ha resi duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco.
Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità.
Più che d'intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.

[...]

Promettendo queste cose i bruti sono saliti al potere.
Mentivano: non hanno mantenuto quella promessa e mai lo faranno.
I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo, allora combattiamo per quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, l'avidità, l'odio e l'intolleranza, combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere.

Hannah, puoi sentirmi?
Dovunque tu sia abbi fiducia, guarda il cielo.

Hannah! le nuvole si disperdono, comincia a splendere il sole.
Poi usciremo dall'oscurità verso la luce, vivremo in un mondo nuovo, in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio e della loro brutalità..
Guarda il cielo, Hannah.
L'animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare sull'arcobaleno.
Guarda il cielo, Hannah, guarda il cielo...

Charlie Chaplin - Il grande dittatore

sabato 3 maggio 2008

...

http://www.zmphoto.it/forum/files/thumbs/t_filo_spinato3_109.jpg


"Nessun filo spinato
potrà rallentare il vento..."


 
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